CAMPELLO SUL CLITUNNO

Campello sul Clitunno
E' un Comune della Provincia di Perugia ed è molto particolare perché è costituito dall'aggregazione di 13 frazioni sparse sul territorio e raggruppate amministrativamente: Acera, Fagliano, Campello Alto, Fontanelle, La Bianca che è sede comunale, Lenzano, Pettino, Pissignano, Ravale, Settecamini, Spina Nuova, Villa.

STORIA
Il nucleo originale è Campello Alto, il cui castello risale al 921, costruito da Rovero di Champeaux, barone di Borgogna. Da lui deriverebbe il nome. Era originario di Reims e si trovava al seguito del duca Guido di Spoleto. Fu l'imperatore del Sacro Romano Impero Lamberto a concedergli la possibilità di costruire una fortezza su di un colle, al quale venne associato un feudo formato da otto villaggi che prese il nome di "Gualdi Ranieri". Siccome erano fedeli a Federico II e quindi nemici della Chiesa, nel 1226 vennero definiti da Papa Onorio III "figli del diavolo". Nel XIV secolo il castello di Campello Alto venne assalito dai mercenari eugubini al soldo del gonfalonieri di Spoleto Pietro Pianciani ma gli Spoletini dovettero rimborsare il borgo dei danni subiti. Il castello venne difeso strenuamente dalle donne del borgo. Nonostante la vittoria i massari impedirono a Paolo Campello di rientrare in possesso del castello, che riuscì a riconquistare solo nel 1390. Tumulti e risse continuarono a susseguirsi fino al 1569, anno in cui la comunità, che fino ad allora aveva amministrato il potere basandosi su usi, consuetudini e tradizioni, si dotarono di uno Statuto costituito da 35 pergamene in cui si definivano le regole per la convivenza civile e religiosa, le feste, l'igiene pubblica, il taglio del legnatico, la vendemmia, l'allevamento e le gabelle.
DA VEDERE

FONTI DEL CLITUMNO alle quali il Poeta Giosuè Carducci dedico la poesia "Alle fonti del Clitumno". Si trovano in località Le Vene, laddove c'è un maggiore affioramento di acqua di tutto il complesso sorgivo del Clitumno. Fa parte del S.I.C., Sito di Interesse Comunitario, per le sue peculiarità flore-faunistiche. E' bacino lacustre di circa 400 mt di diametro e una superficie di 10000 mt quadrati, costituita da polle d'acqua e da un parco. Tra le numerosissime specie vegetali si annoverano muschi, fanerogame, code di cavallo acquatiche, mestolacce, gamberie maggiori, nontiscordardimé delle paludi, nasturzi acquatici. In origine le Fonti erano molto diverse, un terremoto del 444 d.C. ne modificò categoricamente sia il territorio che il fiume che si restrinse e perse la sua navigabilità. L'attuale struttura del Parco è stata realizzata da Paolo di Campello della Spina tra il 1860 e il 1865, il quale volle il laghetto ed impiantò la vegetazione che ancora oggi lo caratterizza, fece allestire il giardino d'acqua ricoperto da pioppi e salici per la maggior parte. Nel 1876 giunse a Spoleto Giosuè Carducci, in qualità di commissario di esami al Liceo Classico della città, e si recò in visita a Campello: affascinato dalla bellezza delle Fonti gli dedicò la sua ode. Il suo passaggio è ricordato da una stele. Carducci però non fu l'unico visitatore eccellente, qualche anno prima anche George Byron era passato lungo le rive del Clitumno che aveva ispirato la sua vena poetica. Se torniamo ancora più indietro nel tempo troviamo che il dio del fiume Clitumno è stato cantato anche da poeta Properzio, anche da Virgilio il quale riportò la leggenda dei buoi che immersisi nelle sue acque ne uscirono ancora più candidi. In epoca imperiale il Clitumno era talmente tenuto in considerazione che ci sono testimonianze della presenza dell'imperatore Caligola alla "Sacra Clitumnalia" festa in onore del dio che si tenevano in Primavera. Vi furono eretti anche templi, terme e ville sontuose e vi si svolgevano feste religiose, rappresentazioni sceniche e combattimenti di gladiatori. Tra gli autori latini che decantarono la bellezza del Clitumno c'è anche Plinio il Giovane che, in un'epistola ad un amico, descrisse la sua sacralità, la navigazione, le ville e i sacelli sacri, in questi termini: "Hai mai visto la fonte del Clitunno? Se non ancora (e penso di no, diversamente me lo avresti raccontato), va' a vederla; io l'ho vista solo di recente e mi dispiace il ritardo. Si erge un piccolo colle, boscoso e ombreggiato da antichi cipressi. Ai suoi piedi sgorga la fonte e scorre in molti corsi irregolari; dopo aver sopraffatto il giogo da sé creato, si spande in un'ampia polla, pura e così trasparente che potresti contarvi le monete gettate e i sassolini rilucenti. Da essa non per la pendenza del suolo, ma per la sua stessa copiosità e quasi per la forza del suo peso, l'acqua si propaga. Ancora è fonte e al contempo fiume assai ampio e capace di navi che fa transitare insieme anche in direzione contraria; così potente il corso, che l'imbarcazione non necessita di remeggio, seguendo il flusso, benché il fondo sia pianeggiante, costretta invece, contro corrente, alla dura fatica di remi e pertiche. Dilettevole in entrambi i casi per coloro che vogano a fine di svago e piacere, mutando direzione, alternando la fatica al riposo, il riposo alla fatica. Le rive sono rivestite da moltissimi frassini e molti pioppi, numerabili nell'immagine verde che la trasparenza del fiume riflette, quasi fossero sommersi. La freschezza dell'acqua potrebbe competere con le nevi e neppure la sua brillantezza è ad esse inferiore. Si eleva nei pressi un tempio antico e sacro. Lo stesso Clitumno si erge, avvolto e ornato dalla toga pretexta. Le sorti indicano la presenza del dio ed anche il suo vaticinio. Attorno stanno numerosi sacelli di altrettante divinità; ciascuna ha il corrispondente culto, il nome e alcuni anche un proprio fonte. Infatti accanto al corso principale, quasi padre degli altri, se ne diramano altri e poi confluiscono nel fiume, attraversabile grazie ad un ponte, che segna il confine tra zona sacra e profana. Nella parte superiore rispetto al ponte è possibile soltanto navigare, nella sottostante, nella sottostante si può invece anche nuotate. Gli abitanti di Spello, ai quali il divo Augusto donò tale luogo, offrono il bagno ed anche l'ospitalità a spese pubbliche. E non mancano le ville, che ornano le rive, come conseguenza della bellezza del fiume. Insomma non vi sarà nulla da cui non trarre piacere. Infatti studierai persino e leggerai molte frasi di molte persone, scritte su tutte le colonne e su tutte le pareti, frasi mediante le quali quella fonte e il dio sono celebrati. Ne apprezzerai molte, certe ti faranno rider, benché tu, data la tua umanità, non ne deriderai alcuna. Stammi bene."

PRODOTTI TIPICI
Campello sul Clitumno è rinomato per il suo olio extravergine d'oliva, è tra i più importanti in quanto alla sua produzione in Umbria, agevolata dal particolare microclima e dalle caratteristiche del terreno. Pertanto non si possono non assaggiare le bruschette al paté di olive nere o verdi e quelle al tartufo. Ottimi anche i gamberi di fiume e la trota alla brace con salsa tartufata.