CATERINA CORNARO: l'ultima Regina di Cipro

17.01.2023

CATERINA CORNARO

Di fronte ad una situazione che non le era affatto favorevole, Venezia pensò bene di agire inviando una flotta ad occupare le posizioni più strategiche e comunicando a Papa Sisto IV, sostenitore di Carlotta e a Ferdinando I di Napoli, di voler difendere l'isola per conto di Caterina. I nemici della Regina, capeggiati dall'Arcivescovo di Nicosia, che tra l'altro mirava a fare accasare il figlio naturale di Ferdinando I con la figlia naturale di Giacomo I, ordirono un complotto per prendere il potere. Nella notte tra il il 13 e il 14 Novembre 1473 fecero irruzione nel palazzo reale trucidando tutti gli uomini fedeli a Caterina compreso lo zio Andrea e il nipote di lui, Marco Bembo. Comunicarono a Venezia che i due nobili erano stati uccisi dai propri mercenari per un mancato pagamento e invitavano la Serenissima a disarmare le truppe per evitare altri incidenti simili: Venezia prudentemente preferì accettare il "consiglio". La Regina venne costretta a consegnare le fortezze, ad acconsentire al matrimonio dei due rampolli naturali, riconoscere al figlio di Ferdinando I, Alfonso, il titolo di Principe di Galilea, tradizionalmente assegnato all'erede al trono di Cipro. Le fu tolto il figlioletto che venne affidato alla suocera, Marietta di Patrasso e le vennero sottratti il sigillo reale e i gioielli della corona. Le furono estorte alcune lettere che confermavano l'assassinio dei due nobili veneziani da parte dei mercenari, missive che vennero inviate a Venezia mentre rassicuravano l'Ammiraglio della Serenissima, di stanza lungo le coste cipriote, che sarebbero stati restituiti tutti i poteri a Caterina.

Castello di Caterina a Asolo
Castello di Caterina a Asolo
Cipro: mura venete di Famagosta
Cipro: mura venete di Famagosta

Abbiamo "incrociato" il nome di Caterina Cornaro per puro caso guardando un documentario in Tv e siamo rimasti affascinati dalla sua storia tanto da volerla condividere con quanti vorranno leggerla.

Caterina era nata a Venezia nel 1454, figlia di un nobile patrizio di alto lignaggio Marco Cornaro (o Corner). Visse fino all'età di 10 anni serenamente nel palazzo di famiglia sul Canal Grande e poi nel Monastero delle Benedettine di San Benedetto Vecchio a Padova. All'età di 14 anni, come spesso accadeva all'epoca, sposò per procura il Re di Cipro e di Armenia Giacomo II di Lusignano, per interessamento dello zio Andrea Cornaro confinato dalla Serenissima a Cipro. 

Si trattava di un matrimonio vantaggioso sia per Venezia che mirava a espandere la propria influenza su Cipro, che era una importante base commerciale con grandi interessi economici, che per Giacomo II che necessitava di un alleato influente e potente che lo appoggiasse contro le rivendicazioni della sorellastra Carlotta che lui aveva precedentemente detronizzato, oltre che dalle pretese dei Genovesi su Famagosta e dai Turchi sempre più minacciosi. Trascorsero diversi anni prima che Caterina potesse raggiungere il marito perché Giacomo II inizialmente cambiò idea cercando di avvicinarsi al Regno di Napoli, nemico di Venezia, prendendo in considerazione la possibilità di sposare la figlia naturale di Re Ferdinando, ma le insistenze dei Veneziani e l'avanzata dei Turchi lo convinsero a riconsiderare la situazione e a ritornare sui propri passi: nel 1469 concluse un'alleanza con la Serenissima con la quale poneva sotto la protezione di quest'ultima il proprio Regno. Tuttavia Giacomo II temporeggiò ancora fino a quando i Veneziani non minacciarono di rimettere sul trono la sorellastra. Finalmente dopo 4 anni Caterina, in pompa magna accompagnata dal Doge, da dignitari, nobili e popolo, sul Bucintoro lasciò Venezia prima per il Monastero di San Nicolò del Lido dove fece testamento a favore del fratello Giorgio, nominato suo erede in caso di decesso senza figli e poi per Famagosta, nel cui cattedrale di San Nicola si celebrarono le nozze con il Re, per giungere infine a Nicosia dove venne incoronata Regina, ma il Destino era in agguato. Pochi mesi dopo Giacomo II moriva improvvisamente, lasciando Caterina vedova e incinta e disposizioni sulla successione piuttosto ambigue. La vedova pur designata a succedergli insieme al figlio nascituro, veniva esclusa dal Governo ed un collegio di commissari quasi tutti filo-napoletani (escluso lo zio Andrea Corner) sostenuti e spalleggiati dai figli naturali del defunto sovrano, eredi in caso di morte della Regina e del nascituro, ma anche dalla sempre attiva sorellastra Carlotta. Un mese dopo la morte del Re, Caterina diede alla luce un figlio maschio al quale impose il nome di Giacomo III.

La situazione per i congiurati precipitò allorché Ferdinando I, che non voleva uno scontro con Venezia, smise di appoggiarli, causando discordie all'interno del consiglio avverso alla Regina. Di questa situazione ne approfittò prontamente il provveditore veneziano Vettor Soranzo che, con l'appoggio degli abitanti di Nicosia, favorevoli a Caterina, sbarcò a Famagosta provocando la fuga di gran parte dei congiurati. Gli assassini di Corner e del nipote vennero condannati a morte; Catalani, Siciliani e Napoletani vennero banditi e i loro beni confiscati. L'anno successivo, nel 1474, il figlioletto Giacomo di neanche un anno, morì misteriosamente, forse per le febbri malariche e Caterina gli successe al governo del Regno per 15 anni sotto stretta sorveglianza della Serenissima.

Nell'Ottobre del 1848 fu ordita un'altra congiura sempre dai nobili catalani che venne repressa da Venezia che decise di richiamare Caterina e costringerla ad abdicare a favore della Serenissima. La Regina rifiutò e Venezia la minacciò di spogliarla di tutti i suoi privilegi e di considerarla alla stregua di una ribelle. Così il 26 Febbraio 1489 Caterina sottoscrisse l'atto ufficiale dell'abdicazione a favore della Serenissima; la Regina lasciò per sempre Cipro e venne accolta a Venezia in pompa magna, rientrando così come ne era uscita, a bordo del Bucintoro. Ricevette il titolo di "Domina Aceli" ovvero Signora di Asolo, conservando però il titolo di Regina di Gerusalemme Cipro e Armenia. Ad Asolo aveva gli stessi poteri del Doge tranne quello di far subire angherie alla popolazione o di ospitare persone a lui sgradite. La sua corte venne animata da artisti di rilievo come il Giorgione e Pietro Bembo; fu molto amata dalla popolazione.

Caterina morì a Venezia il 10 Luglio 1510, una folla enorme volle partecipare al suo funerale e alla tumulazione nella Chiesa dei Santi Apostoli, tanto che venne costruito un ponte di barche da Rialto a Santa Sofia per agevolarne il deflusso. Dal 1584 riposa nella Chiesa di San Salvador, in una grande tomba commissionata per lei dal fratello Giorgio.

A lei sono state dedicate alcune opere tra le quali "Caterina Cornaro" di Gaetano Donizetti.