Elpinice: la politica al femminile

ELPINICE


Era una ateniese di nobile famiglia, figlia del generale e politico Milziade, nonché sorellastra di un altro generale e politico Cimone, figlio dello stesso padre. Non si conosce la data di nascita, si sa che è vissuta nel V secolo a.C. e le notizie che ci sono pervenute sono politicamente orientate, definendo il suo attivismo politico spregiudicato e esecrabile perché esercitato da una donna. Di lei si sa che ebbe una storia d'amore con Polignoto, pittore e bronzista, che si dice le abbia dipinto un ritratto in una scena troiana in un edificio pubblico, sfidando le convenzioni sociali dell'epoca, per le quali le donne dovevano restare, coperte e anonime. Si racconta che Elpinice venne data in moglie al fratellastro Cimone, mentre questi si trovava in prigione per scontare un debito del padre, unione prevista dalla legge in quanto figli dello stesso padre ma non della stessa madre. Plutarco parla invece di un rapporto incestuoso, questo per gettare discredito su Cimone e danneggiarlo politicamente. Callia II, ricco e giovane ateniese, si innamorò di lei e chiese la sua mano in cambio della riscossione del pesante tributo e lei accettò per il bene della famiglia, nonostante il parere contrario di Cimone. Lo storico Plutarco, nelle sue vite parallele di Pericle e Cimone, cita spesso Elpinice ma solo per denigrarla come poco di buono, incapace di stare alle regole delle brave donne. Alcuni studiosi sostengono però che Plutarco si sia ispirato ad un opuscolo del V secolo a.C. dello storico greco Stesimbroto, nel quale venivano messi a nudo i difetti sociali e morali sia di Elpinice che di Pericle. Soprattutto si focalizzano sull'esilio di Cimone, avvenuto dopo la sconfitta degli Spartani a Taso: il ritorno del fratellastro venne organizzato da Elpinice, alleata con Pericle, perché le donne non potevano avere controllo politico, quindi lei utilizzò le sue doti femminili sui due uomini. Altri studi, che hanno analizzato gli scritti di Plutarco e del commediografo Eupoli, che si basavano sui pettegolezzi per giustificare l'esilio di Cimone e la posizione controversa di Elpinice, screditano l'opinione comune sulla loro moralità. In poche parole i detrattori dei due fratelli li accusavano di condotta immorale per un tornaconto personale, non riconoscendo invece le capacità oratorie di lei impegnata nel difendere il fratello. Per riassumere venne accusata di indecenza per aver posato per il pittore Polignoto di Taso col quale ebbe una relazione illecita come pure con Cimone, di aver sposato Callia per interesse e salvare il fratello dalla prigione tutto ciò per distruggerne l'immagine pubblica particolarmente attiva sul versante politico, inammissibile per una donna.