JELENA DIMITRIJEVIC: la scrittrice viaggiatrice

07.07.2023

JELENA DIMITRIJEVIC

Era nata a Krusevac, una piccola cittadina serba, il 27 Marzo 1862. La sua era una famiglia benestante che le potè garantire un buon grado di istruzione, nonostante un infortunio agli occhi che la costrinse a lasciare la scuola. I medici le proibirono di leggere e scrivere ma Jelena continuò invece la propria istruzione a casa con insegnanti privati e non smise mai di studiare e imparare. Dopo il matrimonio con Jovan Dimitrijević, un ufficiale dell'esercito serbo, nel 1881 si trasferì a Nis, città liberata tre anni prima dal dominio ottomano ma che ancora portava con sé gli stili e i profumi orientali. Grazie a questa città riuscì a osservare e conoscere la vita delle donne musulmane, scoprendone perfino i segreti entrando negli harem, lei che era una donna cristiana. 

Da questa sua esperienza prese vita il suo primo libro in prosa "Lettere da Niš sugli harem" del 1897 scritto in serbo e pubblicato da un'autrice. Già in questo suo lavoro troviamo alcune delle caratteristiche fondamentali del suo stile: anzitutto, la forma epistolare che conferiva un tono d'intimità con il lettore contribuendo al contempo ad aumentare la sensazione di veridicità, ma anche fornendo una giustificazione ad una donna che scrive in un ambiente ancora fortemente patriarcale. Il racconto si apre, infatti, con il resoconto del rapporto con un'amica ormai scomparsa, indicata solo con la iniziale N., che avrebbe imposto sul punto di morte a Jelena di descrivere ciò che vedeva e sentiva negli harem musulmani. Così Jelena ci fornisce informazioni importanti sulle trasformazioni sociali vissute dalle donne a quell'epoca. Sempre mentre risiedeva ancora a Nis, Jelena pubblicò il suo primo libro di poesie firmato solo con il suo nome creando curiosità e varie ipotesi sull'identità dell'autrice tra le quali l'ipotesi che si trattasse di una ragazza turca in fuga. Per approfondire ancora di più la sua conoscenza della vita negli harem Jelena iniziò a viaggiare molto, verso est, documentando il tutto nel diario di viaggio "Lettere da Salonicco" e il romanzo "Le nuove", nei quali, pur senza esprimere mai un giudizio sul modo di vivere, gli usi e i costumi scrive sulle donne arabe: "…vivono in Turchia ma sognano di Francia, sulla quale, ogni giorno, leggono qualcosa di nuovo, e desiderano ardentemente questo mondo lontano e sconosciuto". 

Intanto col marito si era trasferita a Belgrado, dove divenne ben presto membro della Società degli scrittori serbi. Nel 1908 Jelena e Jovan si trovarono di nuovo a Salonicco, coinvolti nella rivoluzione dei Giovani Turchi, durante questo conflitto che vedeva impegnato il marito, la scrittrice rimase vedova. Avendo mezzi economici adeguati e avendo imparato da autodidatta tedesco, francese, italiano, greco, russo, inglese, essendo molto audace e autonoma per il suo tempo e per una società patriarcale come era quella serba del XIX secolo rendendola unica e molto diversa dalle donne dell'epoca, questo le permise di poter viaggiare a proprio piacimento per l'Europa e in America. Il fascino per l'Oriente la spinse in Egitto, Palestina, Siria, Libano, India, Giappone e Cina. Ebbe il grande onore per lei di incontrare Hoda Sha'arawi, fondatrice dell'Unione femminista egiziana e il grande poeta Rabindranath Tagore. I diari di viaggio includono opere come "I sette mari e i tre oceani", "Lettere dall'India" e "Lettere da Misir". Durante il viaggio in Giappone, Jelena strinse amicizia con diverse geishe portando alla conoscenza del mondo l'esistenza e la vita di queste donne, realtà già affrontata in parte da opere come "Madama Butterfly" di Puccini. Instancabile viaggiatrice, per tutta la sua vita descrisse i cambiamenti negli stili di vita delle donne serbe, turche, arabe, indiane in primo luogo ma anche italiane, francesi, inglesi e americane da attenta osservatrice del mondo del suo tempo. Jelena morì a Belgrado il 22 Aprile del 1945, per cause naturali. Il suo funerale fu causa di un disguido in quanto l'annuncio delle esequie recava l'orario sbagliato quindi amici e parenti giunsero alla cerimonia due ore dopo. La sua opera è rimasta dimenticata anche in Serbia per molti anni, solo negli anni '80 del secolo scorso è stata riscoperta, ripubblicata, studiata e discussa anche nelle scuole ma anche da studiosi, femministe e scrittrici. Jelena Dimitrijevic resta la prima autrice femminista della Serbia che ancora oggi ispira molti talenti serbi.