LEGGENDE: Gubbio III° parte

IL DITO DI SANT'UBALDO
E' risaputo che il Santo Patrono di Gubbio è Sant' Ubaldo e le sue spoglie sono conservate proprio in questa città ma sfortunatamente sono prive di un dito. La leggenda narra che un pellegrino tedesco che si trovava in viaggio, in ritorno da Roma, sottrasse al corpo del Santo il frammento del dito mignolo di una mano, nascondendolo nel bastone che utilizzava per camminare. Una notte si fermò per riposare in un bosco di abeti e la mattina dopo, con grande sorpresa, scoprì di non poter sollevare il bastone da terra perché aveva piantato le radici. In quel luogo venne poi costruita una città, Thann in Alsazia che significa per l'appunto abete, con una splendida cattedrale gotica, dove oggi è conservata la reliquia del dito. Un'altra versione della leggenda narra che fu lo stesso Santo a chiedere ad un cameriere, originario del Nord Europa, di prendere il suo anello pastorale dopo la sua morte che avvenne il 16 Maggio 1160 ma quando quest'ultimo glielo sfilò, l'intero pollice del vescovo si staccò. Il cameriere nascose la reliquia nel suo bastone da viaggio e partì per fare ritorno al suo paese. Dopo un anno di cammino l'uomo giunse nella valle di Thann, dove si fermò per riposare e trascorrervi la notte: appoggiò il bastone ad un abete e si addormentò. Al suo risveglio non riuscì a staccare il bastone da terra, tre fiamme si levarono dall'albero senza bruciarlo e questo venne interpretato come un segno divino, tanto che il conte Engelhard de Ferrette, signore del luogo, promise di costruire una chiesa nella quale conservare la reliquia e solo allora il bastone si staccò da terra. Nacque così la città di Thann, considerata figlia primogenita di Gubbio.

SAN FRANCESCO E IL LUPO
Una delle leggende più famose dell'Umbria riguarda San Francesco d'Assisi e il lupo di Gubbio, secondo la quale un lupo feroce andava terrorizzando la città, attaccando sia uomini che animali. Gli Eugubini spaventati si rivolsero così al Santo che decise di affrontare il lupo per convincerlo a non fare più del male a nessuno, in cambio di cibo e protezione. La bestia divenne amico degli Eugubini e visse in pace con loro fino alla morte. Ancora oggi questa storia è portata ad esempio di pace e riconciliazione tra l'uomo e la natura.