LEGGENDE UMBRE: LEGGENDE SU FOLIGNO

12.03.2026

I CANAPE'

Lungo un tratto delle mura della città si possono ammirare 81 sedili di mattoni, che ricordano dei piccoli divani, per questo si chiamano Canapè, fatti costruire a proprie spese e per il proprio uso dai nobili della città. Le origini di questo parco risalgono al 1776, quando alcuni facoltosi cittadini decisero di restaurare a proprie spese, una zona degradata della città e il tratto di mura in rovina. I lavori includevano la costruzione degli 80 sedili, che vennero numerati e riservati a specifiche categorie di cittadini, quali i Deputati alla Mossa, i rappresentanti dei rioni della città. Venne inaugurato nel 1778 con una grande festa. Grazie alla sua forma ellittica, il parco divenne un rinomato ippodromo e poi ospitò un velodromo, facendo guadagnare a Foligno l'appellativo di "città della bici". La trasformazione definitiva in parco pubblico avvenne con il Piano Regolatore del 1928 e la realizzazione dei vialetti, delle aiuole e l'installazione delle panchine. Nel 1935 vi venne trasferita la fontana monumentale che si trovava in Piazza della Repubblica. Nel 1906 vi si tenne una delle prime rappresentazioni cinematografiche con un programma di cortometraggi, quasi tutti comici. Ma a cosa si deve la sua forma particolare, con una parte interna più bassa rispetto al perimetro esterno? Secondo la tradizione quel terreno sarebbe appartenuto al figlio del conte Robbacastelli di Mainardo di Vicco, conosciuto anche come il campo di Francalancia. Qui, secondo la leggenda, si svolgevano le ordalie secondo l'usanza longobarda ma sembra, essendo un luogo sconsacrato e fuori dalle mura castellane, che vi venissero sepolti gli Ebrei e che vi avvenissero le esecuzioni delle pene capitali. Vista la sua posizione, venne poi ritenuto il luogo ideale per accumularvi i detriti e le macerie, così tanti che il livello del terreno andò salendo per diversi metri, una enorme discarica. Fino a quando nel XVIII secolo la decisione dei notabili della città di realizzare i canapè, i sedili in mattoncini, appartenenti alle famiglie facoltose e ai rioni di Foligno, seduti sui quali potevano assistere ai giochi, spesso equestri, che vi si svolgevano. Da campo di Francalancia il luogo venne ribattezzato in Parco dei Canapè oggi in uso a tutto la popolazione.

LU CENTRU DE LU MUNNU

Foligno, secondo una leggenda, è considerato il centro del mondo perché si trova al centro della nostra penisola, che si trova a sua volta al centro del Mediterraneo, che un tempo era il centro dell'Europa e del mondo fino ad allora conosciuto. Il punto esatto venne identificato con il birillo centrale del biliardo centrale dello storico "Caffè Sassovivo", in Corso Cavour 60. Oggi il caffè non c'è più ma un cristallo posizionato nel pavimento dell'attuale attività commerciale, ricorda il punto esatto. Anche se geograficamente oggi questa affermazione potrebbe essere smentita, ha causato in passato diverse divergenze con Rieti, che si considera ugualmente il centro del mondo. Nel 2008 il Comune di Foligno ha deliberato che "lu centru de lu munnu" era da considerarsi il Trivio, ovvero l'incrocio dove confluiscono via Garibaldi, Corso Cavour, Via Mazzini e Largo Carducci quindi il punto nevralgico del centro della città e come tale è diventato lu centru de lu munnu.


IL PRIMO DIROTTAMENTO AEREO

Il 26 Giugno 1952 a Foligno è avvenuto il primo dirottamento aereo della storia: un DC-3 delle linee aeree jugoslave in volo da Zagabria a Pola venne dirottato su Foligno. I dirottatori erano e operai di Zagabria che volevano chiedere asilo politico in Italia.