LEGGENDE UMBRE: SANT'AGNESE DA COSTACCIARO

02.02.2026

Sant'Agnese da Costacciaro

C'è una grotta a Costacciaro che deve il suo nome alla storia di Agnese, una giovane pastorella lì vissuta, protagonista di una tragica vicenda ancora oggi tramandata oralmente. Si narra che, nonostante il divieto assoluto del padre, la giovane aveva trovato in quella grotta il riparo naturale in mezzo al bosco, ideale per ritirarsi di nascosto in preghiera. Un giorno, però, fu sorpresa nella grotta da un pastore e a nulla valsero le suppliche della giovane di mantenere il segreto. Lui informò il padre (sto spione) che raggiunse così Agnese, la legò al cavallo e la trascinò lungo tutto il sentiero fino al paese, infliggendole un vero e proprio martirio. Si racconta che, prima di lasciare questo mondo, Agnese maledì l'uomo che l'aveva tradita pronunciando la frase:

"Te podesse ammarmi' te, pecore e cane, co' 'l curtello e 'l pane su le mane!"

(Potessi rimanere come il marmo, ossia pietrificato, tu, le tue pecore e il tuo cane, con il coltello e il pane sulle mani)

A queste parole, il pastore che aveva causato il martirio di Sant'Agnese, si tramutò in pietra insieme alle sue pecore (e ben gli sta). Ancora oggi, la storia di Sant'Agnese viene ricordata, oltre che dal nome della grotta, anche dalla presenza di una formazione rocciosa chiamata "Pecore Tarmiti", ossia pietrificate. In particolare una delle rocce, che sembra avere una forma umana, è stata identificata proprio con la figura del pastore che, insieme alle sue pecore e al suo cane, fu trasformato in roccia dalle ultime parole pronunciate dalla povera pastorella.