MARIANNA FLORENZI: un grande amore tra filosofia e patriottismo.

11.01.2024

MARIANNA FLORENZI

Marianna nacque a Ravenna il 9 Novembre 1802 dai conti Pietro Bacinetti e Laura Rossi, nipote della nobildonna Cornelia Rossi Marinetti intellettuale e amica di Ugo Foscolo, particolare che permise alla giovane di diventare un'assidua frequentatrice dei salotti culturali.

Appena diciassettenne andò in sposa al marchese perugino Ettore Florenzi di Rasina, dal quale ebbe i figli Carlotta e Ludovico, pertanto si trasferì a Perugia nel palazzo Alfani-Florenzi, lungo via Baglioni, residenza abituale della famiglia mentre quella estiva era situata in via del Verzaro ed aveva un elegante giardino e tanti terrazzi, oggi vi sono ancora conservati, al piano nobile, il suo grande specchio, lo scrittoio, il bel lampadario testimone dei suoi eleganti salotti culturali. Studiò scienze naturali all'Università di Perugia.

Marianna Florenzi era nota per la sua bellezza e per la sua raffinata cultura che ne fece un'intellettuale di primo piano: i suoi salotti culturali godettero di grande prestigio e il suo impegno culturale destò l'ammirazione di eminenti personalità della cultura italiani ed europei.

Marianna però non fu solo una dama di salotti, fu molto attiva anche politicamente, contribuendo ad accendere l'entusiasmo con il quale il mondo femminile umbro cooperò all'attività di rivendicazione politica che portò all'annessione dell'Umbria al neo Regno d'Italia, insieme alle poetesse Maria Alinda Bonacci Brunamonti e Assunta Pieralli. La villa di famiglia detta Colombella divenne uno dei ritrovi abituali per i patrioti perugini, come pure di studiosi e scrittori. Si dice che fu proprio lei l'autrice di alcuni opuscoli diffusi tra il 1850 e il 1860 dal titolo "L'Austria in relazione all'Italia", " Sulle cose attuali d'Italia", "Confutazione del socialismo e comunismo" e "Stato attuale della Francia". L'attività politica e filosofica di Marianna era malvista dal governo papale che ostacolò la pubblicazione dei suoi scritti, come "Le lettere filosofiche" che non poterono essere pubblicate in Italia e vennero edite a Parigi ma la pressione papale perché ritirasse i suoi scritti rimase fino quasi alla sua morte.

Marianna fu anche protagonista di una delle più avvincenti storie d'amore dell'Ottocento che la coinvolse con il re Ludwig di Baviera: una storia d'amore extraconiugale durata ben 47 anni. Fu un amore forte e profondo come testimoniano le oltre 5000 lettere appassionate che si scambiarono: 3000 scritte da lei e conservate nell'archivio di Stato di Monaco e 3000 scritte da lui delle quali sono sopravvissute solo 5 conservate in un archivio privato, le altre vennero bruciate dalla nuora di Marianna. La loro storia ebbe inizio nel 1821, quando si incontrarono ad un ballo di Carnevale a Roma, a Palazzo Torlonia dove Marianna, allora diciannovenne, si trovò di fronte il futuro re di Baviera. Fu allora che Ludwig ottenne da lei una scarpetta che custodì per tutta la vita (altro che Cenerentola!). La loro lunga e appassionata relazione diede un ulteriore grande impulso alla già più che attiva vita culturale della marchesa Florenzi, perché le permise di entrare in contatto con la cultura tedesca, della quale apprese anche la lingua grazie ad insegnanti messi a disposizione da Ludwig. Divenne entusiasta ammiratrice e divulgatrice del filosofo Schelling, curando le traduzioni delle sue opere, anche se poi finì col propendere per la filosofia di Hegel. Tradusse la "Monadologia" di Leibniz e il "Bruno" di Schelling, promosse la diffusione delle opere di Kant e Spinoza in Italia. Solo dopo la sua morte nel 1868, Ludwig I, tramite un fedele servitore che si recò appositamente a Perugia, fece pervenire a Marianna una confezione sigillata. Lei che, dopo essere rimasta vedova nel 1832, si era risposata nel 1836 con il cavaliere inglese Evelyn Waddington, figura di rilievo del Risorgimento umbro e poi Sindaco di Perugia, vi trovò la sua scarpetta, quella del primo incontro con un bigliettino che recava scritto "Scarpetta della Marchesa Marianna Florenzi, ricordando il primo ballo a Palazzo Torlonia". Marianna Florenzi Waddington morì a Firenze il 15 Aprile 1870. La sua figura venne rivalutata nell'ambito della filosofia grazie a Giovanni Gentile che ne rilevò il contributo dato al dibattito intorno alla filosofia idealistica e la sua originalità speculativa.

Palazzo Alfani-Florenzi
Palazzo Alfani-Florenzi
Colombella
Colombella