Metrodora: alla scoperta della ginecologia

Metrodora


Nata tra il III e il IV sec. a.C. è vissuta tra il II e il IV secolo fu l'autrice di un'opera medica, l'unica giunta fino a noi, dal titolo "Sulle malattie femminili del ventre", composta da sette sezioni e sessantatré capitoli. La particolarità della sua opera, e che la distingue da quelle precedenti, è il fatto che Metrodora non si concentra sulle opere dei suoi predecessori ma sulla ricerca di elementi di novità sulla materia portando il proprio originale contributo. Le versioni latine della sua opera circolarono in età medievale e moderna, sotto il nome della regina egizia Cleopatra, fino al XVI secolo. Il suo nome è inserito tra i 999 nomi di donne storiche nell'Heritage floor dell'installazione artistica "The Dinner Party" dell'artista statunitense Judy Chicago, realizzata tra il 1974 e il 1979, esposta al Brooklyn Museum di New York City. Il lavoro di ricercatrice e divulgatrice di problemi inerenti alla ginecologia di Metrodora l'ha resa un personaggio eccezionale e le valse il rispetto dei suoi contemporanei. Il suo nome oggi è poco conosciuto e la sua vita è circondata dal mistero. Si pensa che sia nata in Egitto ed era una donna estremamente colta, che ebbe la fortuna di crescere in una società meno sessista che considerava la donna alla stregua degli uomini in fatto di divorzio, di diritto all'eredità, potevano svolgere attività in proprio e lavorare in diversi settori tra i quali salute e medicina. Metrodora si specializzò in malattie e disturbi di salute delle donne; tra le altre cose è curioso il fatto che il suo nome in greco significa: "metro" = "utero" e "dora" = "dono, regalo". Durante la sua attività di medico scrisse molti trattati di ginecologia, ancora oggi ampiamente usati. Tra le innovazioni introdusse l'uso dello speculum per esami medici, creò il tampone come metodo contraccettivo e le infezioni vaginali, sviluppò preparati medici e istituì delle linee guida per determinare se una donna avesse subito abusi o violenze sessuali. Si occupò anche della ricostruzione del viso, oggi chirurgia plastica facciale, del seno e dell'imene che serviva a ridare la verginità a donne evitando la gogna sociale. E' stata una dei primi medici a sollecitare gli interventi chirurgici in caso si cancro che a suoi tempi veniva chiamato ulcera maligna. Non si sa se esercitò solo in Egitto o in Grecia, come non è dato a sapersi se l'identificazione con Cleopatra, è infatti nominata anche Cleopatra Metrodora, sia vera o meno, di certo c'è che possiamo ancora leggere leggere i suoi scritti ed ammirare il suo lavoro attraverso di essi, alcuni dei quali sono conservati nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.