PERSONAGGI UMBRI: GAIO VIBIO TREBONIANO GALLO

14.01.2026

GAIO VIBIO TREBONIANO GALLO


Gaio Vibio Treboniano Gallo nacque nel 206 a Monte Vibiano Vecchio (Ubianum), oggi frazione del Comune di Marsciano, in provincia di Perugia. La sua era una famiglia senatoriale, i Vilii Galli, di origini etrusche. Ben poco si sa della sua vita prima della nomina a Imperatore, se non che sposò Afinia Gemina Bebiana dalla quale ebbe due figli: Volusiano e Vibia Galia. La sua carriera seguì il cursus honorem tipico di chi aspira a ruoli pubblici, con molti ruoli politici e militari. Nel 250 venne nominato dall'imperatore Decio, Governatore della provincia della Mesia, dove si rivelò una figura chiave nel respingere le frequenti invasioni dei Goti lungo il Danubio, conquistando popolarità presso le truppe. Il 1° Luglio 251 i Goti uccisero gli Imperatori Decio ed Erennio Etrusco (battaglia di Abrittus) e Treboniano venne acclamato Imperatore dall'esercito, sul campo di battaglia. Alcuni storici affermarono che forse fu lo steso Treboniano a ritardare i rinforzi o che fosse d'accordo con i Goti. Comunque sia, una volta sul trono, il neo imperatore dovette stipulare la pace con il nemico, con la quale gli concedeva il bottino e i prigionieri, oltre ad un versamento annuo d'oro, ciò gli permise di tornare a Roma. Una volta nella capitale si trovò a dover affrontare il figlio e la moglie di Decio, decise di adottare il primo, 

Lo scontro con Emiliano avvenne pressi Interamna (oggi Terni): l'Imperatore e il figlio furono costretti alla fuga con pochissimi fedeli al seguito fino a Forum Flaminii (oggi San Giovanni Profiamma, frazione di Foligno) dove vennero assassinati dai propri soldati, i quali si presentarono da Emiliano per riscuotere la ricompensa. Il regno di Treboniano era durato solo due anni. Emiliano divenne Imperatore ma un mese dopo andò allo scontro con i rinforzi di Valeriano che sarebbe dovuto accadere nei pressi di Spoleto ma i suoi soldati lo uccisero prima.

Ostiliano, e lo elevò a co-augusto e il proprio figlio, Volusiano lo nominò Cesare. Roma in quel periodo era stato colpita dalla peste, che pare fu la causa della morte di Ostiliano, ma secondo lo storico bizantino Zosimo, in realtà sarebbe stato lo stesso Imperatore ad eliminarlo per timore di una rivolta. La morte di Ostiliano porta alla nomina di Volusiano a co-augusto. Per far fronte alla peste, Treboniano agì con decisione, ordinando che lo Stato si incaricasse di fornire funerali e sepolture appropriate ai poveri, ottenendo così il favore popolare. Durante il suo governo non riuscì però ad affrontare i problemi sia interni che esterni, soprattutto non riuscì a contrastare le scorrerie dei popoli barbari, perseguì i Cristiani, fece incarcerare Papa Cornelio. In Oriente non riuscì a contrastare i Sasanidi, tanto che Sapore I, risalendo l'Eufrate, nel 252 sconfisse l'esercito romano nella battaglia di Barbalissos e conquistò gran parte della provincia di Siria, compresa la capitale Antiochia, senza che Treboniano organizzasse alcuna controffensiva. Nello stesso tempo i Goti continuavano ad essere una spina nel fianco, lungo le rive del Danubio, giungendo a saccheggiare anche la Cappadocia. Il nuovo Governatore della Mesia Superiore, Marco Emilio Emiliano, rifiutò di pagare i tributi dovuti, appoggiato da un esercito che male aveva accolto la pace disonorevole stipulata dall'Imperatore. I Goti reagirono attaccando il basso Danubio ma vennero intercettati e duramente sconfitti da Emiliano che venne acclamato Imperatore dall'esercito, forse corrotto con somme di denaro, e partì per andare a combattere per il trono. Treboniano rispose raccogliendo le truppe e con Volusiano si mosse verso il Nord Italia ed ordinò al suo Governatore Publio Licinio Valeriano di guidare le legioni situate alla frontiera del Reno e portarle in suo aiuto. Nonostante la lentezza della marcia, Treboniano e Volusiano non videro arrivare i rinforzi richiesti. 

Ostiliano
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