PERSONAGGI UMBRI: SCOLASTICA DA NORCIA

30.10.2026
Abbazia da Montecassino
Abbazia da Montecassino

Scolastica da Norcia


Prologo della "Regula"
Prologo della "Regula"

Nacque a Norcia il 2 Marzo 480, sorella gemella di San Benedetto da Norcia, da Eutropio Anicio, discendente da un'antica famiglia senatoriale romana, gli Anicii, era Capitano Generale nella regione. La madre, Claudia Abondantia Reguardati, era una contessa di Norcia che morì dando alla luce i gemelli. Il padre che li crebbe, fece voto di destinarla alla vita monastica. Secondo quanto narra un suo parente, San Gregorio Magno, nel secondo libro dei "Dialoghi", quando Scolastica e il fratello ebbero compiuto dodici anni, vennero mandati a Roma per compiere gli studi classici ma ne restarono profondamente turbati dalla vita dissoluta che vi si conduceva. Benedetto si ritirò in eremitaggio lasciando la sorella unica erede del patrimonio di famiglia ma lei, rifiutando ogni bene terreno, chiese al padre di potersi dedicare alla vita religiosa in un monastero nei pressi di Norcia; lui accettò mantenendo fede al proprio voto. Dopo qualche anno Scolastica raggiunse il fratello a Subiaco e lo seguì anche quando lui fondò l'abbazia di Montecassino, fondando poco distante il monastero di Piumarola nel quale seguì la regola di San Benedetto, dando origine al ramo femminile. Lei raccomandava di osservare la regola del silenzio, ma soprattutto di evitare qualsiasi conversazione con persone estranee, anche se devote, che erano in visita al monastero. Scolastica e Benedetto s'incontravano una volta all'anno in una casa, a metà strada tra i due monasteri. Nell'ultimo di questi incontri, avvenuto il 6 Febbraio 547, pochi giorni prima della sua morte, chiese al fratello di prolungare il colloquio spirituale fino al mattino successivo ma Benedetto si oppose, per non venir meno alla Regola. Scolastica pregò il Signore perché non permettesse al fratello di partire, piangendo a dirotto; subito scoppiò un temporale inaspettato e violento che costrinse il monaco, convinto del miracolo, a restare a colloquio con la sorella per tutta la notte. Scolastica morì il 10 Febbraio a Piumarola ed il fratello ne ebbe notizia da un segno divino: vide l'anima della sorella salire in Cielo sotto forma di una colomba bianca. Volle seppellirla nella stessa tomba dove verrà sepolto lui stesso. I monaci benedettini affermano che le reliquie dei due fratelli sono conservate sotto l'altare maggiore della basilica di Montecassino; altre reliquie della Santa sono custodite nel Casino di Ciccio che si trova in Sant'Apollinare. Secondo un'altra tradizione le spoglie dei due Santi si troverebbero in Francia, perché nel 583 l'abbazia di Montecassino venne distrutta dai Longobardi, come lo stesso Benedetto aveva profetizzato e le loro tombe rimasero sepolte sotto le macerie. Nel 660 San Mammolo, secondo abate dell'abbazia benedettina di Fleury, mosso da compassione per la fine delle spoglie dei due Santi, inviò a Montecassino un suo monaco col compito di ritrovare le reliquie. Frate Agilulfo arrivò a Montecassino dove incontrò una delegazione degli abitanti di Le Mans, lì alla ricerca dei resti di Santa Scolastica, che ritrovarono e li portarono a Fleury, dove scoppiò una disputa tra le due città che reclamavano le reliquie dei due Santi. Alla fine si giunse ad un compresso: Santa Scolastica venne portata a Le Mans e Benedetto rimase a Fleury. Sorse però un problema: le reliquie dei due fratelli si trovavano in un'unica cassa quindi come individuare a chi appartenessero? La leggenda narra che vennero suddivise seguendo il criterio che le ossa più piccole appartenessero ad una donna e quelle più grosse ad un uomo, poi presero le ossa di un ragazzo e una ragazza morti da poco: quelle della ragazza vennero avvicinate prima alle ossa grandi e non accadde nulla, poi a quelle piccole e la giovane resuscitò. La stessa cosa fecero con quelle del ragazzo che invece resuscitò accanto a quelle grosse. In memoria di questo miracolo venne edificata una cappella intitolata a Santa Scolastica sullo stesso luogo dove si era verificato, a pochi km da Fleury. Le reliquie della Santa vennero portate a Le Mans e conservate in un monastero fatto costruire appositamente dal vescovo, alle cure delle monache. Nell'874 il monastero venne saccheggiato dai Normanni ma le reliquie vennero salvate in una casa vicina. Nel 969 il conte Ugo I del Maine le mise in sicurezza facendo costruire la chiesa di San Pietro, vicino al suo palazzo. Nel 1563 gli Ugonotti bruciarono tutte le reliquie di Santi presenti a Le Mans ma quelle di Scolastica si salvarono e nella notte dell'11 Luglio, presi da un grande terrore, scapparono dalla città. Nemmeno la Rivoluzione Francese riuscì a mettere le mani sulle reliquie. Nel IX secolo una parte di esse vennero donate all'imperatore Carlo il Calvo e a sua moglie Richilde di Provenza, che fecero costruire l'abbazia di Juvigny per conservarle. Nel 1870 una parte delle reliquie venne destinata all'abbazia di San Pietro di Solesmes dove si trovano ancora. Una leggenda, popolare soprattutto nel teramano, narra che Scolastica subì il martirio con l'amputazione finale del seno, per questo motivo è considerata la protettrice delle puerpere ma viene invocata anche per difendersi dai fulmini e per ottenere la pioggia, collegandola probabilmente al miracolo della sua ultima notte col fratello. 

Share