PRANZO DI NATALE IN UMBRIA: DOLCI

24.12.2021

La varietà di dolci nella tradizione natalizia umbra è ricca e varia da zona a zona. I principali sono il TORCIGLIONE, il PANPEPATO, le PINOCCATE e la ROCCIATA.


Come si fa il torciglione? Ecco qua! Intanto per un dolce per 8 persone occorrono 240 gr di zucchero; 1 presa di sale; 70 gr di albume; 10 gr di mandorle amare; 300 gr di mandorle pelate tritate; 2 ciliegie rosse candite; 4 chicchi di caffè; buccia grattugiata di un limone; la punta di un cucchiaino di vanillina.

Procedimento: versiamo in una ciotola le mandorle pelate e tritate, aggiungiamo lo zucchero, la buccia di limone e la vanillina e mescoliamo bene. In un'altra ciotola montiamo a neve gli albumi con una presa di sale e uniamoli alle mandorle delicatamente, amalgamando con un cucchiaio e poi lavorando il composto fino ad ottenere un impasto omogeneo. Ora  lo dividiamo in due parti per ottenere due torciglioni e procediamo modellando ogni parte allungandola con le mani, fino a dargli la forma di un serpente. Disponiamo il torciglione su una teglia coperta con della carta da forno e rifiniamo a piacere, praticando dei piccoli tagli per dare l'effetto "squame". Un'idea di decorazione che possiamo suggerire è quella di inserire una mandorla intera in ogni taglio, una ciliegia rossa per realizzare la lingua e due chicchi di caffè per gli occhi. Lasciamolo riposare per 30 minuti coprendo la teglia con un panno di cotone e poi cuociamo in forno a 140° per circa 35 minuti, fino ad ottenere una leggera doratura.

TORCIGLIONE

E' un dolce dalla forma strana e dall'origine incerta, forse pagana.  Secondo la tradizione orale la sua forma identificherebbe la capacità di rigenerarsi della natura e richiama la ciclicità dell'anno che muore e rinasce. Sembra che le antiche popolazioni della zona del Trasimeno, in occasione del solstizio d'inverno, avessero l'abitudine di fare un pandolce votivo simile con pinoli e miele. Il nome invece sarebbe d'origine medievale, parrebbe infatti che la preparazione nasca col termine di "anguilla del lago" per mano delle monache di isola Maggiore del Trasimeno. Si narra che il dolce venne creato in occasione della visita di alti prelati del papa che giunti di venerdì, dopo diversi giorni di gelata, avrebbero dovuto mangiare di magro. Non avendo a disposizione nessun pesce, la monaca cuciniera improvvisò una ricetta che aveva la forma di anguilla con alcuni ingredienti presenti in dispensa. Fu sempre nel Medioevo che il torciglione avrebbe identificato il serpente dell'Apocalisse, che una volta tagliato e mangiato sarebbe stato sconfitto. Ancora oggi il valore simbolico del dolce è accentuato dalla presenza di una guarnizione di pinoli o mandorle applicata nella parte superiore che simulano le squame e da due ciliegine candite messe nella punta  che rappresentano gli occhi infuocati del tentatore. Lo si trova in tutta la regione ma anche in versioni diverse soprattutto nelle decorazioni. In questo senso è un inno alla fantasia.