VIAGGIO ALLUCINANTE NELL'ANNO DEL GIUBILEO di Stefania Bocchetta

13.04.2021

VIAGGIO ALLUCINANTE NELL'ANNO DEL GIUBILEO.

Premetto che a me piace molto viaggiare in treno. Lo trovo rilassante, mi permette di leggere, di guardare il panorama, tutte cose che, per ovvi motivi, mi sono precluse quando viaggio in auto dato, che in genere sono io che guido. Del socializzare con gli altri passeggeri sinceramente, non mi interessa molto anzi, in genere trovo che le persone fanno di tutto per ricercare il modo più invasivo possibile per rompere le scatole ed infastidire il prossimo (avete presente i cellulari con suonerie stereofoniche e conversazioni a tutta voce?).

La storia che vi racconto tratta di uno di questi viaggi, ma il più allucinante che mi sia mai capitato. Correva l'anno 2000 e dovevo recarmi a Roma per ritirare un premio ad un concorso letterario al quale avevo partecipato con mio nipote Mirko, anche lui premiato. Decidemmo di partire il sabato mattina con una mia cara amica, Silvia e ovviamente decidemmo di prenotare i posti su quello che all'epoca si chiamava Intercity e qui iniziarono subito i problemi: tutto esaurito causa Giubileo ecchecavolo! L'unica soluzione prenotare su un Eurostar che costava un po' di più, in quanto di categoria superiore e così partimmo. Mio nipote, che all'epoca aveva circa 12 anni e non era mai stato su un Eurostar, era strafelice per il miglior trattamento riservato: addirittura un cioccolatino sul nostro tavolinetto!

<<Tesoro de zia, goditela ora perché al ritorno non sarà così!>> intendendo dire che avremmo viaggiato su un Intercity, invece mai frase fu più profetica di questa.

Alla stazione di Firenze ci avevano già avvertito che non era possibile prenotare il ritorno per il giorno dopo, in quanto era previsto uno sciopero del quale non sapevano dirci sul momento niente di certo, dovevamo informarci una volta arrivati a Roma. Così abbiamo fatto una volta arrivati a destinazione, peccato che nessuno sapesse dirci nulla al riguardo, anzi:<<Vi consigliamo di acquistare un biglietto senza prenotazione, per un Intercity qualsiasi e approfittare di quello che riuscite a prendere>>

Eravamo allibiti. In ogni caso sconsiglio vivamente chiunque di andare a Roma durante un Giubileo se non siete espressamente interessati a quell'evento. Caos totale! Ma non è il soggiorno nella capitale l'argomento di questo racconto quindi sorvolo, magari sarà motivo per altre storie da narrare in futuro, ma è il viaggio di ritorno il protagonista di questa storia e così proseguiamo.

Dopo aver visitato la città e mangiato un pessimo pasto al McDonalds della stazione, il primo e ultimo della mia vita in quei fast food, ci avventurammo nel tentativo di prendere un Intercity che ci riportasse a casa, confortati dal fatto che lo sciopero poi non era andato in porto. Illusi! Tutti i treni strapieni, nemmeno posti in piedi, figuriamoci seduti. Vabbè, decidemmo di salire, tanto uno valeva l'altro.

Provammo a farci largo lungo corridoi strapieni di bagagli e viaggiatori, nella vana speranza di trovare una posizione confortevole ma fin da subito, apparve chiaro che non potevamo contare nemmeno sulla possibilità di sederci sui nostri stessi bagagli. Il pensiero di affrontare 4 ore di viaggio in piedi sul corridoio che divideva le due file di sedili, aggrappandoci agli schienali per contrastare frenate ed accelerazioni mi stravolse e mi indispose già notevolmente visto che soffrivo da sempre di mal di schiena, se ci aggiungiamo anche la preoccupazione (core de zia) per mio nipote costretto a subire la stessa sorte, la mia irritazione era già salita alle stelle prima ancora di lasciare Roma Termini!

Dopo aver camminato per la città, considerando che eravamo andati a letto tardi e ci eravamo alzati presto per fare i turisti, Mirko iniziava ad accusare la stanchezza per quella full immersion romana non proprio tranquilla e poi avete presente un adolescente costretto a starsene fermo per 4 ore, pigiato come una sardina in scatola? Ecco la situazione era proprio questa, anzi le sardine stavano sicuramente più comode di noi. Dopo un'ora di viaggio mio nipote era già cotto come un fegatello ed io non sapevo come portargli sollievo o rassicurarlo, per fortuna è scattata la solidarietà tra i disgraziati che, come noi, erano costretti al viaggio in piedi: stringendosi un po' di più tra di loro, hanno regalato a Mirko la possibilità di sedersi sui bagagli accatastati. E' stato un bellissimo gesto che però ha arrecato disagio a coloro che erano seduti, soprattutto i passeggeri che avevano il posto lungo il corridoio e che ogni tanto si ritrovavano le persone addosso, a causa dei movimenti del treno. Così pigiati ovviamente era pure peggio rispetto a prima, ma nessuno si lamentava più di tanto e partivano spesso le scuse di chi, involontariamente, si ritrovava ad invadere lo spazio di coloro che viaggiavano seduti e con la prenotazione. Tutti sopportavamo educatamente i disagi per una situazione che non dipendeva certamente dai viaggiatori, ma dalla disorganizzazione delle ferrovie che non avevano saputo far fronte ad una condizione già duramente provata dal Giubileo. Tutti tranne una signora e vicino a chi poteva stare la suddetta signora se non seduta accanto a me! È vero, non sono mai stata una libellula però giuro che stavo molto attenta ai movimenti del treno, cercando di dare meno disturbo possibile prima di tutto perché non ero in vena di discussioni, secondo perché avevo notato i modi di fare insofferenti e superbi della signora. Penso che abbia iniziato a sbuffare più o meno da Orte e più il tempo passava e più i suoi sbuffi diventavano brontolii sempre più distinti e dai toni sempre più udibili. Non so, o meglio, non ricordo di preciso quando i suoi monologhi siano diventati più che comprensibili, né quanto tempo da quel momento è durata la mia sopportazione, so di sicuro che, quando per l'ennesima volta, le ho sentito dire la frase:<<Io non capisco perché la gente non prenoti prima!>> non ho retto più.

<<Non le passa per il cervello che probabilmente non abbiamo POTUTO prenotare, altrimenti lo avremmo fatto? Le assicuro che lo farei anche in questo preciso istante pur di non sentire più i suoi borbottii. Cosa crede, che siamo una massa di idioti masochisti che si divertono a farsi 4 ore di viaggio in piedi come salami appesi? E comunque ha una bella faccia tosta a lamentarsi proprio lei che se ne sta comodamente seduta e che, tra l'altro, è l'unica che sta rompendo, e di molto, le scatole. Comunque stia tranquilla, nemmeno io ci tengo a starle vicino perciò le assicuro che appena potremo muoverci un po', sarà mia premura togliermi rapidamente da qui!>>.

La signora non ha più aperto bocca.