A PICCOLI PASSI di Stefania Bocchetta
Ogni passo una conquista,
Ogni passo una conquista,
Eravamo come al solito "accampati" ai piedi del letto, mi chiese come mi ero sentito durante l'aggressione, ma la fermai subito: ero io che volevo sapere perché non mi fosse stata vicina in quel momento.
Giunta l'ora di cena, cercai di sfoderare un bel sorriso e andai in sala da pranzo. A metà cena, Romolo si alzò, con la forchetta fece tintinnare il bicchiere.
voglio conoscere il tuo visetto.
Fa conto che non l'abbia detto.
Cominciai a leggerlo, ma ero talmente preso da tutti gli eventi che si erano succeduti che non riuscivo a concentrarmi. Evidentemente mi ero addormentato con il libro aperto, perché la mattina me lo ritrovai dentro il letto, tutto spiegazzato. Fatta colazione, andai al solito colloquio con Claudio e domandai a lui se poteva chiedere a Lisa e Anna...
Ci avviammo al magazzino, lui prese la macchina lucidatrice, io il carrello con gli attrezzi per le pulizie. Alcune volte i nostri occhi si incrociavano ma non avevo il coraggio di chiedergli niente. Evidentemente seguivamo lo stesso filo di pensiero, perché di scatto bloccò la macchina.
«Abbastanza, grazie. Se non fosse che devo abituarmi al letto. Ho paura di ricadere di nuovo»
Non è che mi avesse infuso più fiducia, ma non potevo fare altro che seguire i suoi consigli e forse un po' mi avrebbe aiutato nello svolgere mansioni che, non sapevo neanche io se avessi mai fatto, non conoscendo niente del mio passato. Con un'altra ospite dovevamo passare l'aspirapolvere per tutti i locali. La mia compagna mi spiegava che era...
Paese di poeti, santi, navigatori