DOLCE ATTESA di Stefania Bocchetta
voglio conoscere il tuo visetto.
voglio conoscere il tuo visetto.
Fa conto che non l'abbia detto.
Cominciai a leggerlo, ma ero talmente preso da tutti gli eventi che si erano succeduti che non riuscivo a concentrarmi. Evidentemente mi ero addormentato con il libro aperto, perché la mattina me lo ritrovai dentro il letto, tutto spiegazzato. Fatta colazione, andai al solito colloquio con Claudio e domandai a lui se poteva chiedere a Lisa e Anna...
Ci avviammo al magazzino, lui prese la macchina lucidatrice, io il carrello con gli attrezzi per le pulizie. Alcune volte i nostri occhi si incrociavano ma non avevo il coraggio di chiedergli niente. Evidentemente seguivamo lo stesso filo di pensiero, perché di scatto bloccò la macchina.
«Abbastanza, grazie. Se non fosse che devo abituarmi al letto. Ho paura di ricadere di nuovo»
Non è che mi avesse infuso più fiducia, ma non potevo fare altro che seguire i suoi consigli e forse un po' mi avrebbe aiutato nello svolgere mansioni che, non sapevo neanche io se avessi mai fatto, non conoscendo niente del mio passato. Con un'altra ospite dovevamo passare l'aspirapolvere per tutti i locali. La mia compagna mi spiegava che era...
Paese di poeti, santi, navigatori
«Lo hanno chiamato Ernesto, non ha bagaglio, si tratta di amnesia totale. Il quadro clinico ottimo»
Ma a me piace rispondere che sono nato a 40 anni, circa. Questa è l'età approssimativa che mi hanno dato in ospedale, dopo che un poliziotto mi ci aveva portato avendomi trovato che vagavo per una strada (non chiedetemi quale). Mi hanno rigirato come un calzino: TAC, RM, analisi ... una giornata da dimenticare. E tutti a chiamarmi Ernesto.
Provo a raccontare una storia vera, cercando di addolcirla con attenuanti del tipo errori di gioventù, incoscienza ma la verità vera è che mi sono comportato come un pezzo di m...a.